ci i caio Ò eatto alla beala
IL BRAVO
MELODRAMMA IN TRE ATTI
«Mano
TITO DI aio. RI€OUDI
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MELODRAMMA IN TRE ATTI
DI POSTO IN MUSICA DA
SAVEBIO MMm€B'&&WTB
DA RAPPRESENTARSI
NEL EEOT TEAIEO ALLA SCALA
il ©allevale 1862-63
'la
KEGIO STABILIMENTO NAZIONALE
TBTO OS «ÀIO. TCIC;©R»J
Digitized by the Internet Archive in 2013
http://archive.org/details/ilbravomelodrammOOmerc
E»!GRS01VAG&I
ATTORI
FOSCARI, Patrizio . . . CAPPELLO, Patrizio . .. PISANI, Patrizio esiliato . .
Il BRAVO
MARCO,Gondolieredi Teodora LUIGI, Servo di Foseari . TEODORA
sig. Saccomanno Luigi sig. Se (ragno Pietro sig. Galvani Giacomo
sig.
Landi Giovanni Daddi Pietro
sig. Moretti Carlo sig.3 Devries Rosa
sig.a Mongini Carolina sig.a Besozzi Amalia
VIOLETTA
MICHELINA , Cameriera di
Teodora
MAFFEO (che non parla)
Il Doge. Senatori. Cavalieri della Stola d'Oro.
Capi de1 Consigli. Patrizj. Gentiluomini varii. Dame.
Cittadini. Artieri. Gondolieri. Donne popolane.
Guardie notturne. Sgherri. Maschere varie.
Banda.
Guardie Dalmatine. Militari. Paggi e Scudieri del Doge.
Messer Grande. Domestici di Teodora.
L'azione è in Venezia nel Secolo XV 7.
Il virgolato si ommelte.
Maestri Concertatori a vicenda
Sig. Gav. Mazzu&ato Alberto e sig. Pollini Francesco.
Primo Violino e Direttore d'Orchestra, sig. Cavallini Eugenio.
Altro Primo Violino in sostituz. al sig. Cavallini, sig. Corbellini Vinc.
Sostituto ai suddetti sig. Rampazzini Giovanni
Primo dei secondi Violini per l'Opera, sig. Riva Felice.
Primo Violino per i Balli, sig. Melchiori A.- Soslit.0, sig. Valsecchi A.
Primo Violino dei secondi per il Ballo, sig. Ressi Michele.
i.e Viole: per l'Opera, sig. Tassistro P. - pel Ballo, sig. Mantovani G.
Primi Violoncelli a vicenda, per l'Opera o Ballo
signori Truffi Isidoro e Quarenghl Guglielmo.
Primo Contrabasso al Cembalo, sig. Negri Luigi.
Sostituti al medesimo, signori Manzoni Giuseppe e Moja Ales.
Primo Conlrabasso del Ballo, sig. Motelli Nestore.
Primi Flauti
Per l'Opera, sig. Pizzi Francesco - pel Ballo, sig. Zamperoni Ani,
Primi Oboe Per l'Opera, sig. Gonfalonieri Cesare - pel Ballo, sig. Ferrarlo Luigi.
Primi Clarinetti Per 1' Opera, sig. Rassi Luigi - pel Ballo sig. Varisco Francesco.
Primi Fagotti Per l'Opera, sig. Canta Antonio - pel Ballo, sig. Rorghetti G.
Primi Corni >
Per l'Opera, sig. Rossari Gustavo - pel Ballo, sig. Car emoli A.
Prime Trombe
Per l'Opera, sig. Languiller Marco - pel Ballo, sig. Freschi Cornelio.
Primo Trombone, sig Bernardi E. — Bombardone, sig. Castelli A.
Arpa, signora Rigamonti Virginia.
Timpani, sig. Sacchi Carlo. — Gran Cassa, sig. Rossi Gaetano.
Organo e Fisarmonica, sig. Zarini.
Maestro e Dirett. dei Cori, sig. Zarini Em. - Sostit.0 sig. Portaluppi P.
Poeta, sig. F. M. Piave. — Rammentatore, sig. Tirinanzi Gìo.
Buttafuori, vSig. Bassi Luigi.
Scenografia: Pittore e Direttore, signor Peroni Filippo.
Altro Pittore e Direttore in sostituz. al sig. Peroni, Ferrarlo C,
professore aggiunto della scuola di prospettiva.
Artisti collaboratori, esposti per ordine di anzianità
signori Cavallotti Domenico, Lazzi Ani., Aschieri Guglielmo,
Tencalla Gius., Lovati Fran., Stefanini Ippolito, Crosti Angiolo,
Frigerio Aristide, Fan foni Alfonso, Cómolli Ambrogio,
Sala Luigi, Beslelti Carlo, Belloni Giuseppe.
Appaltatore del Macchinismo, sig. Abbiati Antonio.
Inventore del Macchinismo, sig. Caprara Giac.
Fornitore dei Pianoforti, sig. Abate Stefano.
Vestiarista proprietario, sig. Zamperoni Luigi.
Proprietario degli Attrezzi, signor Croce Gaetano.
Appaltatore dell'Illuminazione, sig. Gianna Giuseppe.
Fiorista e Piumista, sig.n Slrtori Elisa. - Parrucchiere, sig. Venegonì E.
ALCUNI CENNI SUL BRAVO
Carlo Ansaldi era nalo da antichi facoltosi citta- dini di Venezia. Unica delizia de' suoi genitori, egli li amava d'un amor santo e filiale. AH' esteriore il più aggradevole Carlo accoppiava talenti coltivati da un'educazione speciale, un'anima ardente, sensibi- le, un coraggio a tutta prova, e una mente esalta- ta. L' amore di una sposa adorata lo rendeva pie- namente felice. Gelosia avvelenò le sue gioie. Si cre- dette alfine tradito, e in un cieco trasporto trafisse, e lasciò per estinta la moglie. Né li s'arrestava a perseguitarlo la sorte. Egli venne repente arrestato col padre quai complici d' una cospirazione. La ma- dre ne moriva di dolore. Furon vane le discolpe per essi. Il figlio venne condannato a un esilio perpe- tuo, ed il padre alla morte. Carlo offerse la sua vita per quella del padre ; non poteva salvarlo che ade- rendo ad un patto terribile. Il tribunale cercava un esecutore fedele, ardito de' suoi segreti ordini di morte. Rifiutò , raccapricciò il giovine , ma al mo- mento di veder tratto il padre al patibolo , 1' amor di figlio vinse tutto. Accettò la maschera nera che l'avrebbe celato agli sguardi d'ognuno, e cinse il pugnale della giustizia segreta e delle vendette del
Il Bravo. C. 12-62. 1.
6
tribunale. Il padre rimaneva nelle carceri ostaggio della fede del Bravo.
Corsero diecisette anni. Un' avvenente straniera soffermava allora in Venezia, e Teodora chiamar si faceva. 11 di lei palazzo era convegno di feste, una reggia d'incanti. - Patrizi] e stranieri, tutti aspira- vano al di lei cuore, nel cui segreto niun avea pe- netrato per anco. Teodora era uno straordinario com- plesso di leggerezze e virtù. Diffamala dal pregiu- dizio e dall'invidia, era benedetta dagli infelici ai quali soccorsi e conforti largiva, ed esaltata veniva dalle bell'Arti che munificente proleggeva. - Giun* geva in Venezia da un mese una giovane di Genova custodita da un vecchio: Teodora l'avea più volte vi- sitata in segreto. - Foscari, patrizio, amava Teodo- ra : ma scoperta per via la giovane genovese, s'era di questa vivamente invaghito. - Un Pisani, esiglia- to, tornava segretamente in Venezia guidatovi dal- l' amore.
À tal' epoca comincia l'azione, tolta in parte dal romanzo di Cooper, che porta questo titolo, e da un dramma francese del signor Aniceto Bourgeois , La Vénitienne. Inoltrato io nel lavoro del Melodram- ma, venni colpito da penosa malattia, che prolun- gavasi ; e compiere volendo a prescrizione l'assunto impegno, nella ristrettezza del tempo, prescelsi a col- laboratore un giovine mio amico, il quale sulle tracce da me già segnate, mi favori graziosamente.
Gaetano Rossi.
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SCENA PRIMA.
Piazzetta de' SS. Apostoli: canale in fondo sopra il quale un ponte praticabile. A sinistra una casa di cui una finestra verrà a suo tempo illuminala. - È notte.
$' avanzano cautamente dalle slradelle alcune persone av- volte nei mantelli, si uniscono, e parlano sotto voce, osservando la piazzetta; poi liwigfi, infine Fosearì.
Couo k3leso ha già propizia nolle
li suo vel più fosco e nero;
Nel silenzio, nel mistero
Noi qui Foscari appellò: Di vendetta, oppur d' amore,
Nuovo colpo ei meditò, (arrivano altre por- I. Ma chi vien? sone mascherate, e come sopra)
li. Foscari... (alla parola di convenzione
I. Foscari. tutti si uniscono;
Tutti Tutti insieme ci adunò.
Egli il cuore della notte
Ci prescrisse per convegno.
Qui aspettar dobbiamo il segno,
Ed il braccio obbedirà. Di vendelta, oppur d' amore,
Nuovo colpo ei tenterà. (vedesi approdar una gondola dalia quale esce Luigi con due sgherri) Lui. Siete voi ? (alle persone che sono in iscena)
Alcuni Luigi'!
Tutti Foscari ?
Lui. A momenti egli verrà, (tutti lo circondano
Coro Dinne tu, che servi a lui, con curiosila)
Quali sono i pensier' sui ;
Ci raguna per vendelta,
0 una tresca qui ne affretta?
8
Lui. È mistero.
Coro Eh ! parla ornai :
Siam fedeli, In lo sai. Lui. È mistero. Or basii a voi...
Che moli' oro ei vi darà. Coro Ah ! dell' oro 1 I cenni suoi
Fido ognuno adempirà. (Luigi osserva la casa di Maffeo, essi parlano allegri fra loro) Oro e vino : ecco la vila :
Primo ed ultimo pensier. Ogni noja seppellita
È fra 1' oro, fra i bicchier'. Noi di sangue ancor fumanti Lieti andiamo a tripudiar; I liquori più spumanti
Ogni macchia san lavar. (Luigi tenta di Lui. Zitti. farli tacere)
Coro Alcun vien ! (osservarlo per una delle vie) Lui. Parlate più sommesso, (tutti si
CoRoFoscari ! ritirano da un lato)
Lui. Zitti! (Fos. in ampio mantello con cappello calato)
Fos. Io Stesso. (Luigi lo incontra rispettoso;
Convenner tutti ? Lui. Tutti.
Fos. E pronti ?
Lui. Ad ogni cenno, ad ogni colpo.
Fos. Vegliardo imbelle, a un veneto patrizio Negar accesso alle tue soglie, e ardire Miei doni ricusar? Quanto è possente Un nobile in Venezia tu vedrai. E tu, vergine, libera sarai. (si volge alla casa di Maffeo, e vede comparire un lume)
Ella ancor veglia. Oh! cara luce, e sola
Che sotto il ciel mi splenda I Lui. E il vostro affetto
Per Teodora ? Fos. Amarla un dì mi parve:
Ma costei vidi, e l'amor mio disparve. Della v i la nel senliero Vidi un angelo del cielo ; Io non ebbi che un pensiero : Sul passato posi un velo. Tutto il mondo avrei sfidato Per poterla posseder. . Luì. Ed il Bravo?
Fos. Ha ricusato
Di servire a' miei pensier'. - (Maffeo esce di casa, slega la sua gondola nel canale e parte) Coro Alcun esce. (vedendo Maffeo)
Fos. Chi fi a mai ?
Lui. Maffeo! (dopo averlo squadrato ben bene)
Fos. Luigi !... (con mistero)
Lui. Non temer, (monta nella gondo-
CORO Vendicato tu sarai. la cogli Sgherri e segue Fia compito il tuo voler. Maffeo)
Fos. (E tu alfine mia sarai:
Non resisto a tal piacer! (si scosta da loro Abbellita da un tuo riso ebbro di gioia)
Fia la terra un paradiso; Fra mortali il più felice Per le, o cara, diverrò. Se il cor tuo sperar mi lice Non invidio a' regi il Irono ; Io, bealo d-i tal dono, Quanti beni ha il cielo avrò.) (gli Sgherri frattanto si sono ritirati dal lato opposto) Coro Oro e vino, e ognun felice
Non invidia a' regi il trono: Oro e vino - e più bel dono Dar il cielo a noi non può. (Dalla casa di Maffeo s? ode un preludio d' arpa e una voce che canta. Tutti in attenzione) Fos. Qual suon? Coro Oh quale incanto !
Fos. Donde?
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Coro Da quella stanza.
Essa preludia un canto.
Fos. Oh tenera speranza !
Sembra la man ci' un angelo Che tocchi un'arpa in ciel !
VOCE DI DENTRO
A te, mio suolo ligure ;
Sempre coli' alma anelo,
Alle tue sponde magiche,
Al tuo sereno cielo...
Ah! spiri ancor quell'aura...
E a vita io tornerò. Coro Sospira alla sua patria. Fos. Patria avrà qui novella.
Coro Oh come tocca t'anima !
Fos. Qual mesta voce è quella !
Tutti Forse ha Venezia un' aura
Che vira a te darà. Coro Essa ritorna al cantico,
Non movasi un respiro.
Udiam. - Quant' è incantevole! Fos. Cara , con te sospiro.
Tutti Per il tuo canto, angelica !
Venezia un ciel sarà. Voce di dentro. Bello è il tuo ciel , Venezia ,
Ma non è il cielo mio ;
Il fior si china e langue
Lunge dal suol natio...
Ah! del mio sole un raggio,
E a vita io tornerò. (la voce a poco a
Coro Odi. - Lontana perdesi poco si allontana)
La cara melodia.
Ella riposa. Fos. Oh giubilo!
Fra poco sarà mia.
(A tanto ben resistere
L'anima mia non sa.) (partono)
il
SCENA II.
Stanza terrena del Bravo. In fondo una finestra 'praticabili che mette ad un canale. - È notte.
A lenii passi si vede entrar un uomo vestito di nero . con una maschera sul viso e con un pugnale alla cintura. S'arresta: è il MSravo. Poi B*bs»mi.
Bua. Trascorso è un giorno, elerno... tenebroso Come tulli i miei giorni. - Eppur io riedo Oggi non lordo di versato sangue.
(si toglie da lato un pugnale) Par che un nemico Iddio m' abbia sul petto Nell'ira sua questo pugnai cacciato, E in questa larva il volto mio cangiato,
(si toglie la maschera) Lasciale di' io respiri, (li depone sur un tavolo) E che batta più libero il cor mio: Or come tutti sono un uomo anch' io! AH' età dell' innocenza
Vola il cor nella sventura ; Era il cielo allor clemenza , Riso, amore la natura... Ah ! quei giorni sì ridenti Mai più splendere vedrò. Tu tradisti... un sacro alletto... 0 Violetta... io ti svenai... Ma d' allor... fui maledetto, Del ciel P odio diventai... Ah ! quei giorni si ridenti Mai più splendere vedrò, (commosso si mette a sedere. Pisani comparisce fuori della finestra e d'un salto balza nella stanza del Bravo) Chi v'ha? rispondi, (sorge e mette mano al pugnale) Pis. Un uomo, che delitto
È svenar di pugnai. Bua. E chi?
Pis. Un proscritto.
Bba. E qui venir ardisci?
tft
PlS. (sempre franco) Io tatto ardisco.
Bra. E vuoi?
Pis. Per questa notte
Asilo. Bra. E s' io tei niego? Pis. Àmbi forti noi siam ; tali ci estimo.
Abbiamo un ferro e un cor. - Se tu m'uccidi, D' uopo d' asilo io più non ho. - T" uccido, Ecco mia casa è questa. Risolvi , e tosto. Bra. In me t'affida, e resta, (gli dà la
Or dimmi ; chi ti trasse a far ritorno mano) In questa rea citlade Di sangue e di terrore ? Pis. Amor mi trascinava... il solo amore. Ancor giovine e proscritto, D' avvenir, di speme incerto, Io languiva derelitto , Come pianta nel deserto; Non compianto, non amalo, Neil' esilio abbandonato ; Solo in vita mi tenea La speranza d' un amor. Bra. Segui. (s' interessa sempre più)
Pis. Genua m' accogliea.
Là una vergine incontrai ; Mi amò dessa , io pur 1' amai. Bra. E or, che viene?
Pjs. Essa è in Venezia.
Vo' vederla. Bra. E qual pensiero?
Pis. Per svelar ogni mistero
Cerco un uom. Bra. E che ?
Pis. Lo schiavo
Del Consiglio : il Bravo. Bra. (trasalendo) Il Bravo !
15
E il tuo core come spera (sorridendo) Lui comprar? Pis. Colla preghiera;
Bra. Non T ascolta.
Pis. V oro. ,
Bra. È vano.
Pis. La minaccia.
Bra, Il Bravo?... Insano!...
Chi T ardisce minacciar? Pis. Non ha sposa?
Bra. L' uccideva.
Pis. E una madre?...
Bra. La perdeva.
Pis. Ed un padre ?...
Bra. Un padre? (chinando la testa
Oh cielo ! sul petto) Pis. Sei commosso ?
Bra. Invan lo celo,
Va: ritorna al primo esiglio:
Non vederlo ti consiglio.
Fuggi. (lo prende per un braccio)
Pis. No: me tragge il fato.
Bra. E vuoi ?
Pis. Il Bravo; (risoluto)
Bra. Innanzi ei l' e. (Pisani ri-
BRA.(a2)Ah tu tremi, o giovinetto! mane colpito)
Ov' è dunque il tuo coraggio?
Il mio nome... il solo aspetto
Al tuo ardir fé' tanto oltraggio?
Mi compiangi; io son perduto,
Reo dal mondo son creduto,
Ma tu vedi un infelice,
Colpa alcuna in me non v'ha. P,s. Ah! tu il Bravo? (Oimè, che sento!
Di quel nome... avrei terrrore?
No. è delirio il mio spavento:
Non vacilla, questo core.) Il Bravo C. 12-62 %
Mi compiangi; puoi tu solo?
Donar pace a tanto duolo:
Ti commova un infelice,
Ch' altra speme ornai non ha. Bra. Che vuoi dunque? (con interesse)
Pìs. Io sol li chiedo
Quella larva, quel pugnale...
Per due giorni, e a io li riedo. Bra. E non sai ?...
Pjs. Ragion non vale.
Io 1' imploro. Bra. Forsennato !
Meglio è morte. Pjs. Io qui svenalo,
Se ricusi, morirò. Bra. Fuggi l
Pjs. No - la speme estrema !
Bra. Non sai... trema !
Pìs. Tutto io so.
(il Bravo lo conduce innanzi con cautela) a 2 Bra. Non sai tu che non avrai
Più del cielo e l'aura e i rai?
Non conosci tu il Consiglio ?
Ei neppur perdona a un figlio!
Non sai forse che tuo padre
Di svenar ei l' imporrà ?... Fuggi, fuggi : hai tempo ancora ,
Ti risparmia un'empietà. Pìs. Quel pugnai può vendicarmi ,
Quella larva può celarmi ;
A me cedi, e tanto zelo
Benedir saprò co! cielo :
Io lo prego per tuo padre...
Ei te pur benedirà. Non voler che quivi io mora,
Ti favelli almen pietà, (jl: Bravo pensa un istante, poi si volge con espansione)
15 Bra. Hai vinto , hai vinto, o giovane.
A tulli io sono ignoto ;
De' Dieci il capo è assente...
E solo a lui son noto...
Ma fra due giorni, giura... PlS. È la mia fé sicura; (s'ode suonar da lontano
La mezzanotte suona. una campana)
Bra. Rammenta.
pis. Tra due dì.
a 2 Quest'ora istessa, |j £*"*
Bra. (Padre !) Pis. (Violetto !)
a 2 (Ah sì!)
(Cie! seconda la speranza :
?$&:«*» »p*o
(Il Bravo gii dà maschera e pugnale, poi la man) di nuovo; si dividono rapidamente)
Si cala il Sipauio.
SCENA III.
La piazza di S. Marco, con vista dell'Isola di S. Giorgio.
La scena è piena di Popolo accorso alla festa del giorno so- lenne, e alla comparsa del Doge e della Signoria. - Cittadini, Artieri, Nobili, Greci, Dalmati, Maschere.- Dame e Cava- lieri, affacciati alle finestre delle Procurane. - Al suono eli festiva marcia escono dal Palazzo le Guardie Dalmaline, gli Uscieri, i Senatori, i Capi del Consiglio dei Quaranta'* i Cavalieri dalla stola d'oro - Infine il Doge in pomposo vestimento seguito da Paggi. - Plausi, acclamazioni, suoni da ogni lato.
CORO GENEBALE
Viva il Doge! - la memoria
Si festeggi di tal dì ,
Che d'eccelsa eterna gloria
L' armi venete coprì. Già r odrisia luna audace
Altra volta impallidì*.
K
Dal Leone Tinto il Trace Là sul mar Iremo, fuggi. Or si compia l'annuo vola AH' augusta protettrice, Nel gran Tempio, che devoto Il Senato le innalzò. L'Adria renda ognor felice Come sempre la serbò. E squillino pure le trombe guerriere, Saranno secure di gloria foriere. Paventi chi altero sfidarci oserà. Terribile in guerra sul mar, sulla terra L'alato Leone trionfo nr avrà, (tulio il corteggio, cbe accompagna il Doge, si avvia nella piazzetta. <■ Il .popolo si disperde qua e là sonale Procurane)
SCENA IV.
Il Usuavo in abito da nobile dalmata, poi Foseari.
Bra. Libero alfin li premo, ti saluto ,
Ti riconosco , o bella
Venezia de' miei primi anni felici.
Panni d'essere 1' esule, che riede
Al patrio suol diletto.
Ah sì, tutto si tenti, onde involato
Dalle prigion di Sialo venga il pegno
Della fede del Bravo. -Ah, quell'indegno! (ve-
Foscari. dendo Fos.)
Fos. E chi m' appella ?
Bra. Io.
Fos. Chi voi siete? Bra. Un uom , che d' arrestarvi
Impone. Fos. E con qual dritto ?
Bra. Un dì il saprete.
Fos. Ora il voglio, parlale;
Noto vi son? Bra, Più assai, che non pensale. (con mistero)
47 Io studio gli aslri in cielo,
Vi leggo senza velo :
Per loro de' mortali
So le venture e i mali ;
Nel corso loro gli uomini
Predico 1' avvenir. Fos. E di quest' alma i voli
Al tuo pensier son noli ? Biu. Sì, tulli,
Fos. A me predici
Se sien per me felici,
Se il raggio di queir astro
Propizio è al mio desir. Bra. È presso il tuo disastro, (con forza prendcii-
L'astro vegg' io languir, dolo per la mano) Fos. a 2. (Da sì fatai presagio
Quasi atterrito io sono :
Quella minaccia orribile
Nel core mi piombò.) Bra. (Non mi ravvisa il perfido,
Ignoto a lui pur sono :
Ma la minaccia orribile
Nel core gli piombò.) Fos. Ma parla aperto ornai,
Se il mio destin tu sai. Bra. Il ponte della Guerra 1...
Vergin d' estranea terra !... Fos. T'e nolo?...
Bra. Ogni mistero.
Veglio su te severo...
Farlo sparir volevi...
E al Bravo ricorrevi :
Ei ricusava. Fos. Oh rabbia !
Bra. Lo fesli poi svenar.
Fos. Io fremo: e ardisci? "^
Bra. 0 perfido,
18
Tu devi pnvenlnr. (s'ode un fragore ed un Fos. E qua! rumor? gridar di popolo)
Voci Giustizia !
Fos. Il popol qui s'affretta.
Bra. Che mai sarà?
Voci Giustizia !
Al Doge andiam : vendetta !
SCENA V.
Esco disordinatamente correndo il Popolo, poi ISareo. Hielielina, Cappello con altri nobili; a suo tempo ^ioSctta, in fine fi*2sa§&§.
CoaoSi, giustizia, vendetta tremenda :
N'oda il Doge, il Senato ne intenda: Che queir empio non fugga allo scempio, Troppo sangue in Venezia versò. Morte al Bravo. - Sì, sangue per sangue. Morte al Bravo: ei più viver non può. Sì, vendetta, (s'incamminano verso il palazzo ducale) (a questo tumulto escono da destra e da sinistra molte persone, tra le quali i primi Marco e Michelina e Cappello con altri nobili) Mar., Mia, CÀp. Parlate frattanto: Qual evento Inni' ira destò? (tulli col massimo interesse circondano questi perso- naggi, e s' affaccendano a raccontare) Popolo In sull'alba fu veduta,
Sotto il ponte della Guerra. Una gondola perduta Aggirarsi verso terra : E dall'onda sanguinosa Un cadavere spuntar. MAS., MlC. Ah l (con orrore)
Fos., Bua. (Maffeo !) (guardandosi Firn l'altro)
Mar., Mie. Che tenebrosa
Scena udiamo raccontar! Fos. Si conobbe il sciagurato? Coro Sì, da tulli: egli vivea
Con un' orfana bealo.
Altra speme ei non avea Che d' amarla come figlia, Ed apprenderle onestà. Solo Iddio, la sua famiglia Egli amava, e la pietà.
^,RA-E la figlia? Mie, Mar» °
Popolo Desolata,
Qual colomba senza nido,
Or s' aggira disperata,
Di pietade innalza un grido:
Così mesta e si piangente,
Pare un angiol sull'avel. Ah ! il dolor d' un' innocente
Trova un'eco in terra e in ciel! (dali'isiessà, TUTTI Ella vien. parte esce Vio. aecomp. da alcune donne) Cap. È forse quella ?... (piano a Foscari)
Fos. (Nell'affanno essa è più bella.)
Tutti Ti rincora ornai: li calma.
Bra. (Chi ti salva a lui, bell'alma?)
Popolo Anzi al Doge tu verrai,
E vendetta intera avrai. Vio. Non la chiedo: a ognun perdono:
Sola ornai sul mondo io sono, (tulli la compiangono, ella segue con tutta la passione)
Io non chieggo che un ritiro,
Per morirvi nel marliro.
Misteriosa protettrice,
Or le invoca un' infelice,
Vieni, e madre a me sarai,
Sarai 1' angiol di pietà. BRA. Al ritiro che tu chiedi (uscendo dalla folla)
Io t'adduco: ed in me vedi
Un tuo padre, un protettore. Vio. Voi mio padre?
Tutti Nobil core!
Fos. Non fia mai che uno straniero (frapponendosi)
20
Di proleggerla abbia vanto: De' miei dritti io sono altero: È degli orfani soltanto Il Senato padre ; ed io , Io patrizio... Vio. 0 padre mio !
Deh mi salva I (corre vicino al Bravo)
Fos. Invan. (la vuol strappar a forza)
Bra. Tremate.
Ch'io so tutto rammentatela Fos. sotto voce) Coro Ella scelga t
Vio. Ecco mio padre. (si slancia
Fos. Ed io ? nelle braccia del Bravo)
Bra. Fosca ri ! (e. s.)
Fos. (0 furori)
Tutti Viva il nobil protettore , E sua tenera pietà I A te grazie, ed a te onore. (al Bravo)
Morte al Bravo: morte... Q Ah ! ("vogliono incamminarsi al palazzo. In questo punto1, dalla parie del palazzo, a lenii passi si vede scendere Pisani vestito da Bravo; tulli retrocedono spaventati.* Grido generale. Ei si ferma in mezzo alla scena)
T»™ Ei"ìZ'r..-SnUn.re,nanle, Ognun tace... j* .^| dinante :
Tutti ingombra - di terrori (Violetta è vicina al Bravo, Foscari a Cappello, Marco a Michelina; tutto il popolo guarda con ispavento Pisani mascherato da Bravo) Tutti Vio., Bra. Tu non sai qtial senso io provo Or che presso a te mi trovo : Ah mi sembra a te dovuto Ogni affetto del mio cor. Fos. (Ah sperava questo core Oggi alfin beato amore;
21
Un istante m' ha perdalo
Ogni speme del mio cor.) Pis. (Rinvenirla ancor io spero,
Ecco il solo mio pensiero :
Ah non ho, non ho perduto
Ogni speme del mio cor.) Cip. (Ecco ¥ uomo del mistero,
Come il vel che il copre, nero:
Pare un demone perduto,
In ogn' alma ei desta orror.) Popolo, Mar. e Mie. (D' accusarlo ognun fremea,
Morto ognuno lo volea :
Ei si mostra, ed ha perduto
Ogni ardire il nostro cor.) Fos. Tentate invan resistere (deliberato)
Al mio voler possente:
In mio potere adducasi,
E s' offra alla dolente
Quanto posseggo. Vio. 0 misera !
Pis. (Qual voce, ella! gran Dio!)
Bra. E ardisci tu contendere
Al suo pensiero, e al mio?
Guai chi s' allenta torcere
Ad essa un eri ri soltanto !
Sangue per ogni lagrima...
Sacro di donna è il pianto. Pis. (Ei la protegge : oh giubilo !
Io la vedrò.) Fos. (Che far?) (a Gap.)
Cap. (Ti frena.) (a Fos.)
Tutti Ei freme.
Fos. (Oh rabbia!)
Bra. Tu devi paventar.
Perfido, in cor discendi, (a Foscari)
Troppo lu sei trascorso : li Bravo, C. 12-62. 1
92
Te slesso ornai difendi
Dal cielo, dal rimorso :
Per sua difesa il sangue,
La vita spenderò. Fos. Audace, a me contendi (al Bravo)
Brama furente, estrema :
Ornai chi son comprendi,
E d.' un patrizio trema :
A me rapir costei
L' istesso ciel non può. Vio. 0. padre, a me T arrendi,
Il tuo furor acqueta ;
Al chiostro tu mi rendi,
Sarò secura e lieta ;
Cagion di nuovo sangue
Almeno io non sarò. PiS. (Cielo, tu a me la rendi
In ora si temuta !
Salvarla mi contendi,
E la vegg' io perduta...
Saprò seguirla ovunque,
0 senza lei morrò.) Cap. Al mio pregar t' arrendi, (a Foscari)
Calma il furor primiero,
A contrastar discendi
Con un sì vii straniero ?
Non fia l'oltraggio inulto,
Fuggir a noi non può. Popolo 0 nobile, t'arrendi
Al pianto dell' afflitta :
La sua preghiera intendi,
0 la sua morte è scritta:
Temi del cielo il fulmine,
Su te piombar ei può. (il Bravo trae seco Violetta, dando uno sguardo feroce a Foscari, che vien condono via da Cappello. Pisani Risale sul Palazzo. - Il Popolo si disperde),
FINE !)ELl/ ATTO PRIMO.
25
atro $i©@ro@
SCENA PRIMA. Gabinetto nel Palazzo di Teodora, da un lato porta segreta. Teodora vestita semplicemente, poi Miefaeliifia e Marco.
Teo. \J incertezza crudeli voiser due giorni E nessuna novella: egra, languente Dal dolor l' infelice, Forse ora chiede al ciel la genitrice. E l'abbandono? è forza: ove giungesse A queir anima pura il nome solo Di Teodora ne morria di duolo. A me Marco (*). 0 Signor, tu mi risparmia
(* esce Michelina e parte)
11 martirio che odiar ella mi debba!
(Marco introdotto da Michelina)
Di Maffeo tosto adducimi all' ostello. Mie. Di Maffeo? Voi potete irne all'avello. Teo. Che dite? Mie. Sciagurato 1
Jeri sul maUin fu trucidato ! Teo. E 1' orlanella sua ? Mie. Venne adottala
Da un estrano, e rapita. Teo. Gran Dio! (Chi mi consiglia?) Mar. Tanto d'essa vi cale! Teo. Era mia figlia !
Mortai al mondo non vi fia che imprenda
A rintracciarla?... Ad esso lutto io dono. Mie. V'ha il Bravo. Teo. Ah si! Questa valente gemma
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Gli reca, ei venga - e tosto. (Mar., Mie. partono) Dio, eh' obbliai, mi prostro a te piangente, E per lei che t'imploro; - essa è innocente, (ingi- In quest'ora fatale, temuta nocchiandosi) Che 1' estremo mio sole declina , In quest'ora che a te m'avvicina 11 tuo guardo non torcer da me. Tu governa, tu tempra, tu muta Il mio spirto, il mio cor, la mia mente, Fa che almen, s'io non posso innocente, Men colpevole io venga al tuo pie. (per una porta segreta viene da Michelina introdotto Pi- sani, vestito da Bravo. Teodora gli corre incontro) Pis. Mi chiedesti? Teo. Si.
Pis, Che vuoi?
Teo. La mia figlia.
Pis. Il posso?
Teo. Il pUOi.
Pis. Ov' è dessa ?
Teo. Uno straniero
La rapiva. Pis. Ed il suo nome?
Teo. È Violetta.
P1S* Il mondo intera
Sp'ierò per lei. Teo. Ma come ?
La conosci ? Pjs- Lo saprai.
Teo. La mia figlia?...
Pis- Tu l'avrai.
Ma un'offerta immensa aspetta Teo. Tutto, tutto ti prometto.
Pis. Pensa ben.
Teo. Ne sii sicuro.
Pis. Giura a me.
Teo. Per lei lo giuro!
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Pis. L' hai giurato ; or basii : addio.
Con tua figlia io tornerò, (parte perla porta secreta che si chiude dietro a lui)
Teo. Grazie, grazie, eterno Iddio !
Or di gaudio morirò, (dopo aver accompa- gnato alla porta il Bravo, torna giuliva) Parta e rieda..,. rivoli al mio core Ch'è di madre rinato all'amore; La mia figlia securo avrà porto Di sua vita nel torbido mar. Questo cuor che alla gioia era morto La speranza tornò a ridestar. (parte)
SCENA II.
Stanza terrena del Bravo come neW Alto primo.
Vi©3eita che dorme nella stanza attigua. Il Bravo la osserva con emozione. Poi fissami.
BRA.Ella riposa. - È pur divino il sonno
Dell'innocenza ! Vio. Ah ! dove sono ! (uscendo)
Bra. Meco.
Vio. Quest'orfana abbracciale.
gRA- Io ti ringrazio, (l'abbraccia)
'Abbracciami, n'ho d'uopo; un fior tu spargi
Sovra il deserto di mia vita oscura. Vio. 0 generoso, voi siete infelice? Bra. Sopra tutti. Vio. Perchè ?
BPlA# Ah v' ha un destino
Che su libro di ferro
Scrive dell' uom la storia, e se v' ha scritto,
Consumar debbe 1' uomo anche il delitto. Vio. Tu bestemmi in tai modi? Bra. Il vero io dissi, or le lo provo, m'odi.
2G
Tranquillo, beato, ci7 un' alma, & un core , Un figlio viveva col suo genitore: Entrambi accusati quel padre ed il figlio, Son traili dinanzi de' Dieci al Consiglio. Le prove fur vane di loro innocenza. Quei giudici infami segnar la sentenza. Per sempre quel figlio proscritto all' esigilo, 11 padre al patibolo da lor si dannò. Vio. Nò speme restava di vita ? Bra. Una sola.
Vio. E quale?
Bra. Tremenda. Egli un paìto ascoltò.
Quel tetro Consiglio chiedeva un mortale Di volto mentito, di servo pugnale : A lui si propose di sangue il mercato, Foss' ei 1' assassino, lo schiavo giurato... Un bivio ferale gli poser dinanzi, Qui un padre che vive, là infamia ed orror. Vio. Ed egli ? Bra. Del padre udì l'ultim' ora,
Il palco egli vide... salvò il genitor... Divenne colpevole dinanzi all' Eterno... La vita eh' ei vive s1 è resa un inferno... Ma il vecchio suo padre ei può riveder! A lui non avanza che questo piacer. Ma l'ora - l'ora è questa. Figlia, per poco resta. Non dèi temer, (il Bravo parte, chiude dietro Vio. S' invola ; a sé là porta)
Oh cielo ! io resto sola. Figlio infelice , almeno Il genitor tu vedi; Lo stringi ancor al seno Quando a lui presso riedi. Ed io ?.. son sola e priva D' amor e di speranza, Non ho che rimembranza Del tempo che fuggì.
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Ella fia sempre viva
In questo seri cosi. La sera melanconica, Il limpido mattin, Tranquilla mi vedevano Tra i fiori del giardin. Àllor ad esso accanto, Tutto era luce, incanto; Ah di quei giorni un sol Tornasse in tanto duol. u
(frattanto entra Pisani con cautela, si ferma) plS Ella? m'inganno? ahi misera,
Non reggo a tanto duol ! Vio. Più noi vedrò. PlS. (cavandosi la maschera) Violetta ! vio Chi vien ? il nome mio ! m
Pisani ! (lo ravvisa, si getta nelle sue braccia) pIS Oh mia diletta ! (si abbracciano)
Vio Come tu qui ? gran Dio !
pls. Dal dì che sei partita
La luce m'hai rapita. Vio A forza, o sventurata,
M' han quivi trascinata. P,s Per te sfidai sventure,
Il carcere, la scure. M' è il qui venir delitto.
Vio. Che parli ?
p{S Io son proscritto.
Vio. Che far ? avversa sorte !
Pis. Forse qui venni a morte l
Vio. Ah senza più conforto
Lungi da te vivea,
Solo di calma un porto
Per me quaggiù veclea.
Celata al mondo intero
Viver del tuo pensiero :
Ma sola non potea
Nò viver né morir.
28 Pjs. Io pur da te diviso
Più viver non sapea.
Più solto il cielo un riso,
Un fior io non vedea.
In così atroce guerra
Tutta cercai la terra :
Deciso di trovarti,
Oppure di morir. Appieno or sei felice :
Conosci questo anello?
(le mostra V anello di Teodora) Vio. Oh mia benefattrice ! (bacia l'anello)
Ah dimmi è d' essa quelle ? Pis. Eli' è tua madre - vieni.
Vio. Mia madre? i di sereni
Spuntar alfine io vedo.
Appena a te lo credo. Pis. S' io li conduco a lei
Avrò compenso in te. Vio. Io perdo i sensi miei,
Troppa è la gioia in me. a 2 Da cosi care imagini
Ho 1' anima rapita,
Che parmi un sogno roseo
Il corso della vita;
Nel pianto o nella gioia
Avrò un compagno almen. Vio. Non son deserta ed orfana.
Trovo il materno sen. Pis. Non son deserto ed esule
Accanto a le, mio ben. (s'ode un calpestio Vio. »Ei torna. vicino)
Pis. «Ebben, ritratti.
» Parlargli io deggio. ViO. » Addio, (si rilira guar*
(Enlra il Bravo) dandolo)
Bra. »Tu qui : che brami?
.29 pis i Quella donna,
Bra » Folle!
' \ Ella è in mia man, nessun 1' avrà che il cielo. Pis. »Neppur sua madre? gRA# »E dessa orfana.
pls " i Ascolta.
" »Sua madre a me la chiese. - Teodora. B'RA. *Ù infame! no - giammai. pls# » Senti, una madre
iChe piange è sacra cosa ! Bra. i Piangeva? Addurla ad essa voglio io stesso.
ilo la salvai. Pis. ilo le promisi.
Bha. * Bastò.
ilo la conduco ; affidati, a te stesso
»Io mi affidai : rispondo
»Io di Violetta. Pis. DH puoi ?
Bra. » Un motto, e son perduto se tu il vuoi.
.Dimani a Teodora
• Domanderai la figlia: or vanne, addio! Pis. *Da te pende la vita, il destin mio.
(si rimette la maschera e parte, il Bravo conduce via Vio.)
SCENA III.
Sala nel palazzo di Teodora addobbata per una festa da ballo Lateralmente due tribune pei suonatori
All'alzarsi la scena, a poco a poco dall'ultime sale s'avan- zano Dame, Gentiluomini con maschera o senza, che guar- dano intorno con entusiasmo. - La musica incomincia. Tutti sono vestiti in costumi diversi, tutti sfarzosi e ricchissimi.
Coro Viva, viva la Fata, l'Armida,
Che un Eliso di gaudii ci appresta: Si Iripudii, si canti, si rida, Profittiamo dell' ore di festa :
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È la gioja qual nappo che sfuma, Come fior che sollecito muor. Quel fior ride, quel calice spuma; Si delibi, si colga, è l'amor.
Dame. Per sentiero smallato di fiori Noi danziamo la vita festose. È la vita ridente d' amori Qual corona intrecciata di rose: Non ci fugga de' giorni l'aurora, É qual lampo la giovane età. Vieni vieni, gentil Teodora , L' ora affretla di tal voluttà.
Tutti Queste sale create da incanto
Del tuo riso consola, ravviva: Tu sei Genio celeste nel canto, Della festa sei stella, sei diva: Tu sei degna d'incensi, d'altari, Da te viene Y ebbrezza, il fulgor... Qual Venezia è regina dei mari, La regina tu sei dell' amor. (Tutti passano alle altigue sale cercando di Teodora che comparisce mascherala seguila da Foscari e Cappello)
Teo. (Oh ! perchè mula è Y anima A questo nuovo incanto? Perchè non so nascondere A me medesma il pianto? Ah I eh' una sola immagine È sempre innanzi a me. Mia figlia !)
Fos. Melanconica
Ti veggo, Teodora. Qual hai pensier recondito Che sì ti cruccia e accora?
Teo. Io sono lieta.
Cap., Fos, Fingere
Invan tu tenti il riso : Sotto di quell' imagine
01
Aver dèi meslo il viso. Teo. (Ah quella sola imagine
È sempre innanzi a me.) CAP.,Fos.Ma il riso e la mestizia
Sempre è divino in te. Fos. Vieni , a danzar ti reca. Coro Viva la bella greca! (verso la sala vicina)
Ella ne vien ascosa
Qual pudibonda rosa:
Ò come luna in cielo
Di nubi sollo il velo.
SCENA IV.
Escono tulli i Cavalieri prima e dopo di Viotelt»
accompagnala dal Bravo mascherato da greco ; essa e velala fino ai piedi.
CAP.,Fos.?CAV.Veggiam, veggiam.
yI0 (Me misera !
Quivi mia madre! oh Dio!
Non può...) Teo (Incertezza !)
Bra*. (Calmati, (piano a Vio.)
Ti resta il seno mio ,
Se fuggi il sen materno,
E queììo dell1 Eterno.) Fo^. CAP.,ÒAV.Vieni alla danza, o incognita, (circon- Vio.' (Mia madre?... ' dando Violetta)
Br\. La vedrai.)
CORO, FOS. Con noi. (la vogliono condurre a forza)
Bra.' Fermate ornai.
Teo. Deh vieni, o giovinetta,
Ardente ognun t'aspetta, (la prende per Yio. (Cielo !) ™ano")
Teo. Mi segui,
gRAt E un demone
32
Colei che ti consiglia.
Te. Ferma (a Teodora)
Teo. Perchè?...
BaA' Ravvisala, (strappa la ma-
T. l ua madre, schera a Teodora)
Via. Ella I ;
5nA- 0 > ,; Tua figlia! (alza il velo a
Tutti Sua figl.a ! Violelta)
lt0- 0 mio rossor !
(Teodora rimane senza respiro, vuol gettarsi nelle braccia della figlia: Violetta si ritira inorridita, tulli l'osser- vano. Foscari e Cappello parlano sotto voce) (Ah! Irema, s'arretra: mia figlia! paventa Per sempre lasciarmi; fuggirmi jella lenta?...) Ah lu mi sei figlia , lasciarli non posso, Non vedi il mio core di giojà commosso! Il duol confondiamo, le lagrime insieme, . Più in terra divisa da le non sarò. Era. (Io tremo, ni' arretro. Qual voce, che senio ! Ciel, giungi lu strazio a tanto tormento? 0 donna fatale, lasciarli non posso, Io senio il mio core piagalo, commosso; Al mesto sembiante quest'anima freme... l, A'1 In ler'"a vederla più mai non potrò.)
CAP.(Che vedo? ni' inganno, la bella, l'eslratio! Amico n'esulta , ei sono in tua mano. S è figlia di lei , sperarlo li lice; Fra poco felice appien ti vedrò.) Vio. (Io tremo, m'arretro. Mia madre! 'che sento! Per sempre lasciarla, fuggirla m'allento?) Ah lu mi sei madre, lasciarli non posso, Non vedi il mio core di gioja commosso? Il duol confondiamo, le lagrime insieme, Più in terra divisa da le non sarò. Fos. (Che vedo! m'inganno! Violetta, l'eslrano. Fuggir a mie brame tentaste or invano. Ah lu non conosci l'amor che m' accende;
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Così disperalo, furente ei mi rende Compiva un delitto per sol possedei li... fiomoirnè mill' altri ancora saprò.)
bui certo s'asconde arcano tremendo! E piange, l'abbraccia. -Oh come funesta Ne piantola festa per noi commcmt
Fos.
Coro Teo.
Cavalieri Teo. Cav. Bra.
Teo. Fos.
Teo.
Tutti
Teo.
Gentiluom Teo.
pianto a ittici jci uw. -- - - /
Fine al pianto, al duci da tregua, (rompendo 1 Vedi, mesta è ogni sembianza, il silenzio) Sì- l'ebbrezza ornai si segua. Non più festa , non più danza. Io 1' imploro.
Ebben !
Partite.
Gioco è questo?
Non più seco , Con me vieni. (conducendo seco Violetta) Tu sei meco. (al Bravo) Ma ammutiscono i concenti, E le faci son pallenti. A tal scena , o Teodora ?...
Suoni , faci. . .
11 prego ancora, (cominciando
Suoni ; faci. ^ irrita^
Ebben, li avrete. Ma tremar di me dovrete, Sì , tremar, o infami , voi... Un insulto? e il soffnam noi ?... Io piangendo vi pregai , Per mia figlia scongiurai; Anche Iddio, così pregato.. Dio mi avrebbe perdonato. Irrideste il mio dolore, Irridete il mio furore : Vili , o nobili, vi grido, Vi disprezzo, vi disfido. Vendicate il vostro insulto ì
(si presenta inlrepida innanzi a loro)
54
Cavalieri Si: vendella.
Dame Sangue?
Blu- , Olà !... (si frappone)
E una donna. Gentil. (Io fremo. Inulto!)
Fos.,Coao (La sua morie scritta eli' ha.)
Tutti Teo. Insultaste il dolor d'Ima madre
D'una figlia innocente all'aspetto: Or tremate, a vendetta mi affretto, E funesta, tremenda sarà. Yio. Rispettate il dolor d' una madre,
Se pietade nutrite nel petto; Questa figlia fìa scudo al tuo petto, 0 salvarli o morire saprà. Gap. Tu conosci il dolor d'una madre! Coro Donna infame, esecrabile oggetto!
Uomini Vendichiamo l'onore reietto,
Più salvarla nessuno saprà. Era. Rispettate il dolor d' una madre, Se l'onor vi ragiona nel petto: Oh tremale, a vendetta vi aspetto, E funesta, tremenda sarà. Fos. Ah! eh' è vano il dolor d'una madre
Per sedar il mrò truce dispetto: Ella tremi, 1' onore reietto Appagalo col sangue sarà. Mic,,Mar. Insultar al dolor d'una madre
D'una figlia innocente all'aspetto? Ah! dal cielo è colui maledetto, Per lui tomba la terra non ha. DAM.DONN.Quanlo è immenso il dolor d'una madre lo ravviso in quel pallido aspetto: Meglio il core strapparle dal petto, Che rapirle la figlia sarà. Teo. 0 patrizi, altre faci chiedete?...
Altri suoni? lo giuro, li avrete.
oò
Or concedo; restale.
Teodora ! Trn" Allendete. (parte disperata lutti fremono e
Cobo Ella fugge, s' invola, l'osservano)
\ltri Che mai pensa? .
£y,0. Ella parle- S1 sola?
Voci di dentro e fuori All' incendio ! Q All'. incendio. C gran tumulto nelle sale vu^ne, sì ved^.l iuoco)
?ITTl Ella torna (Teodora ritorna con in mano
C0B° una face accesa , de gilla nella stanza attigua) Tm Or restale.
H%{ Che feste?
(L'incendio comincia nell'interno. Confusione nelle sale vicine: tutti i personaggi sono spaventati; Teodora prendo per mano Violetta , lutti s' involano).
FINE DELL' ATTO SECONDO.
56
SCENA PRIMA.
Gabinetto di Teodora come nell' alto secondo.
Teodora in abilo modèsto, seduta, appoggiala ad un tavolo, Michelino, che sta attendendo i suoi cenni, poi Violetta.'
Teo.Ah sì, per lei, per la mia figlia solo
Rinunziò al mondo, all'avvenir... al cielo Mie. Voi mi lasciale adunque?
TE(\T . . : Io lutto lascio.
Non ho che dessa. - Prendi, (cava da uuoscrignetio
Di. noi ricorda, e prega. una collana d'oro)
Lassù di tutti e il padre.
A me Violetta. VlO.(corre nelle sue braccia) 0 madre!
TeoV . . , ;■: 0 figliai Madre
M Hai tu chiamala, non è ver?
Vj0- * Si, madre.
L un santo nome che scolpisce Iddio Nel cuor de' figli, e l'uomo noi cancella.
Iko. Grazie, tenero cor ! • ■ Ed accusare
II mondo le potea ? te si pietosa 1 Te che sì mi ami, o madre?... Ahi un lai pensiero Solo t offende.
Teo- mT nf oh figlia, è vero, è vero! Neil orrore trascinata
Da un destino onnipossenle, Fui dal mondo affascinata, Ho perduto e core e mente.
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0 divina creatura , Io ti vidi a me fedel: Io per le divengo pura,
Tu mi schiudi ancora il ciel. Vio. Quanto fosti sventurata
" Il mio core appien lo sente; Eri sola abbandonala, Era sola anch'io dolente; Or vivremo sempre insieme, Qual due fiori in uno stel ; Non avremo che una speme- Di volar unite in ciel... Tfo Vana speme I VlV PreSa' e sPera'
Teo. Le mie colPe fan barriera
Tra me e il ciel. v Sei tanto rea?
Teo. Cui non giunge umana idea.
Vio' Tu mi slrazii.
Ah tu mi vedi Nella polve a te prostrata. Te sol prego. \
E che mi chiedi? Teo. Mi perdona - perdonata
Avrò speme. .
Via H Pardon mio?
Teo E da te quello di Dio! (tutte e due si
1LU- ^ prostrano piangendo)
Cielo di grazia ,
Cielo clemente,
Tu vedi in lagrime
Figlia, innocente.
Ah ! de' suoi gemiti
Abbi pietà. Figlia non piangere,
Vieni *1 mio seno:
Vedremo arridere
Teo. Vio.
II ciel sereno , Per le quest'anima Perdono avrà. ViO. Cielo di grazia ,
Cielo clemente , Tu vedi in lagrime Madre dolente. Ah! de' suoi gemili Abbi pietà. Madre , non piangere , Vieni al mio seno : Vedremo arridere Il ciel sereno; La tua mesi' anima Perdono avrà.
SCENA II.
Michelina entra ed annunzia il Bravo, che la segue, poi fl'isani.
Mie. Lo straniero.
Vio. Ei parta.
TKO. Ei viene
Te a riprender... figlia!... (Violetta si slancia al collo di Teodora) Bra. Ebbene ?
Teo. Mira.
Bra. Or ecco, o giovinetta ,
Il ritiro gira t'aspetta, (presentandole una
Scegli. carta)
Vìo. Madre !
Teo. L'odi? oh gioja !
Vìo. Sempre teco, o viva o muoja.
Bra. Dimmi tu, tua figlia è dessa ?
Teo. E lo chiedi?... cessa, cessa...
Tal' inchiesta ad una madre?
59
Ah! non fosti mai... lu... padre L. Hai veduto il mio supplizio, La mia gioia forsennata ; Qual compiva sacrifizio, Qual vendetta disperata : Ed or vedi quanto le offro, Quanto esulto, quanto soffro... Dubitar se ancor tu puoi, Dammi un ferro, e il proverò. Bra. Ma la prova?... Xeo. Maffeo solo
Lo sapea. - Trafitta al suolo Ei m' accolse. Bra. (0 dubbio !)
Yio. E come?
Teo. Fu suo padre...
Bra. Ed il suo nome?
Teo. Carlo.
Bra. Carlo?... e tu?...
Xeo. Cambiai
Nome e cor. Bba. (Non m' ingannai.)
E tu dunque? Xeo. Il ciel mi sente,
Innocente era. Bra. Innocente 1...
0 Violetta !... Xeo. Il nome mio !
Bra. Io son Carlo.
a 3 Eterno Iddio ! (tutti abbracc.)
Ah mi abbraccia - oh gioja immensa ! Ora, o ciel, si può morir. Quest' istante a me compensa Una vita di martir. Teo. È lui. (enlra pisani)
Vio. (Pisani !...)
Bba. Arretrati.
40
Pis. Eccomi.
Teo. E vuoi?
VlO. (Pavento!) (in disparte)
Pis. Or dimmi, hai la tua figlia?
Teo. Sì.
Pis. Serba il giuramento.
Teo. I miei tesori prenditi.
Pis. Tesoro hai tu maggior...
Teo. Quale ? Pis. Violetta.
Teo. Mai.
Pis. Giurasti.
Teo. Si - giurai.
Pis. Dunque?...
Teo. Tu il Bravo!... ed essa...
Pis. E s' io noi fossi ?
Bra. (a Pisani) Cessa.
Questa è la tua promessa ? Vio. (Il Bravo?... oh mio terrori)
Bra. Se vuoi compito un giuro, Non esser tu spergiuro. Teo. (Ei lo conosce !)
Pis. (Oh strazio!)
Vio. Se' il Bravo !
Pis. Ah sì. (Sei sazio,
Empio destin !) Ma... Bra. Pensavi.
A mezzanotte !... Vio. (Io palpilo.)
Pis. Ta ancor mi giura.
Bra. No.
a 4 Bra. Se fede vuoi richiedere, E tu la serba primo : Oltre non dèi persistere... Oppur un vii ti estimo. Pensa che speme sola Hai tu riposta in me.
41
Sacra è la tua parola, Ed io m' affido a te. Fis.(aVio.)Ah se vedessi 1' anima Di questo disperato. Sapresti quanto barbaro Con lui finora è il falò : L' ora di queslo giorno Sembrerà eterna a me. Ma farò qui ritorno In breve, il giuro a te. TKO.(aPis.)Pensa, che a madre misera Essa il conforto è solo. E sangue e vita chiedimi, Quanta ha ricchezza il suolo: Tutto da me tu dèi; Tutto farò per te. Ma lasciami costei... E un Dio sarai per me. Vio.(aPis.)Qual mi volesti ascondere Truce fatai mistero ! Fra le e la madre ondeggia Diviso il mio pensiero. Ti scopri : a te che vieta Che ornai ti sveli a me? Tanti timori acqueta,
0 morirò per te. (partono per lati opposti)
SCENA III.
Luooo remoto con veduta di Castello. - Alla sinistra un porti- calo cS porto ptaUcàbM che dà accesso alla casa ora abi- tata da Teodora.
Si avanzano a gruppi, lentamente, Guardie e ScoKe
notturne.
Coro Segreti, quai spelri tacenti,
Ogn' andito cupo cerchiamo, Fra T ombre più scure e silenti,
42
Incogniti i tulli esploriamo. A notte più folta e profonda I) ognuno spiamo i pensier vegliami noi siam come l'onda-
*.„„ ^ ^'e le°"e silenzio - mister. Alerai E il Bravo!
Al™' Che morto voleasi .
altri Ardito un patrizio accusò.
J- Glie?
!'■ Foscari.
}JL Ed egli ?
T, j All'esiglio
L altero il Senato dannò. Alcuni Non sai... Altri Cne?
L .. ,fc Un comando terribile
Al Bravo da noi si recò. Ma ziiii - vegliam ; la Repubblica A notte di noi si fidò. (si disperdono)
SCENA IV.
Esce affannosa ed ansante il Iìra,o, poi Teodora e VioSeita.
Bra. Stanca di perseguirmi
Io credeva I' ultrice ira di Dio; Or io la sfido a Janni più infelice!
Ì?£rS!!ÌìJ . . (^'amando alla casa vicina)
(e,ce Teodora che ha per mano Violetta) TeO. Tornasti !
pì0- _ . Oh padre mio !
Bua. Partile.
Vio. Oh cieli
Bra. Fuggite.
M.1.;0!? ÌSl0nte ^°UÌ1 SeC0l° Per vo'-
00 ? (chiama verso il canale)
43 SCENA V.
Pisani, che era nascosto, esce improvviso.
Pis. Eccomi.
Teo. (Ancora !)
Bha. Che fai ?
vS' /n, • • , T'aspetto.
Vio. (Oh gioia !)
Teo. II Bravo ì...
1>IS- , . Mezzanotte è scorsa,
A ciascun il suo nome: a le la faccia, Lo stilo, o Bravo, e un ordin del Consiglio Da compirsi fra un' ora. (gli dà la mascheri ii
Teo. Carlo... il saresti ? pugnale ed una cai.[;l)
mpi- Per salvar mio padre !
Teo, Vjo. Tu, il figlio generoso!...
Bra- ... , «Oggi sperai
» Liberarlo, corruppi e scolle e sgherri «Ah d' esser trailo a morte
• Credè lo sventurato! un grido mise •
• Accorsero le guardie, io lo lasciai; '
»Ma, or voi fuggite; Marco! [(chiama nuovamente)
v.n t™ t, "Io le conduco.
Vip., Teo.» Tu, con noi?
PiS' r, , , "C(jri Violetta: io le giurai
"Eterna fede. Ella è mia sposa
BBAV ,. Amico,
figlio, sarai sostegno alle infelici? Pis. Fino alla morte. Teo- Carlo...
fi!,0.' r, • Che m:li d'ci?-
bua. Io qui rimango maledetto e solo.
Ieo.m avrai compagna anche in eterno duolo.
44
Bra. Affrettate.
Vio. E che?...
Bra Questi è proscritto...
Quest' ordine... Teo., Vio. Gran Dio!
Pis.,Vio.Noi benedici. Poi per sempre addio! Bra./Teo. Siate sposi! (infausti auspici!) In qua! ora ! il ciel s'oscura! All' addio degl' infelici Veste il lutto la natura. (Pisani e Violetta si prostrano. Il Bravo e Teodora posano loro le mani sul capo, e pregano)
ah 0 Signor, [^ benedici
Col ^labbro, col Jj core:
Sulla terra del dolore
Noi mai più ci rivedrem; Ma speriamo, in ciel felici
Rivederci un dì potrem. (Mentre tacitamente Pisani e Violetta muovono verso la gondola accompagnali dal Bravo e Teo., cala la tela.)
FINE DEL MELODRAMMA.
ELENCO
dei libretti d'Opere teatrali di esclusiva proprietà di
TITO 1*1 GIO. RICORDB.
Altavilla. I Pirati di Baratteria Apolloni. L'Ebreo
— Adelchi
— Lida di Granata (L'Ebreo) Aspa. Un Travestimento Auber. La Muta di Portici Balfe. Pittore e Duca Baroni. Ricciarda Benvenuti. Guglielmo Shakspeare Bona. Don Carlo
Boniforti. Giovanna di Fiandra Bottesini. Il Diavolo della notte Braga. Estella di San Germano
— U Ritratto Butera. Elena Castriotta Buzzi. Aroìdo il Sassone (Ermengarda)
— Ermengarda
— Saul
Buzzolla. Amleto Cagnoni. Amori e trappole
— Don Bucefalo
— La Fioraja
— Il Testamento di Figaro
— Il Vecchio delia Montagna Campioni. Taldo Chiaromonte. Caterina di Cleves Coppola. L'Orfana Guelfa Dalla Baratta. Il Cuoco di Parigi Donizetti. Caterina Corna ro
— Don Pasquale
— Don Sebastiano
— Elisabetta
— La Figlia del Reggimento
— Linda di Chamounix
— Maria Padilla
— Paolina e Politilo (I Martiri) Ferrari. Ultimi giorni di Suli Fioravanti ed altri. Don Procopio Fioravanti. La Figlia del fabbro
— Il Notajo d'Ubeda
— I Zingari
Flotoiv. IlBoscajuolo o L'Anima della tradita
Flotow. Alessandro Stradella
Formi. Cristina Regina di Svezia
Gabrielli. Il Gemello
Galli. Giovanna dei Cortuso
Gambini. Cristoforo Colombo
Halevy. L'Ebrea
Hérold. Zampa (nuova trad. ilal.)
Maillart. Gastibelza
Mercadante. Orazj e Curiazj
— La Schiava Saracena
— Il Vascello di Gama Meyerbeer. i Guelfi e i Ghibellini
(Gli Ugonotti)
— Gli Ugonotti (nuova traduz.)
— 11 Pellegrinaggio a Ploermel
— Il Profeta. Moroni. Amleto
Muzio. Giovanna la Pazza
— Claudia
— La Sorrentina Patini. La Fidanzala Corsa
— Malvina di Scozia
— Merope
— La Regina di Cipro
— Stella di Napoli Pedrotti. Fiorina
— Guerra in quattro
— Mazeppa
— Il Parrucchiere della Reggenza — - Romea di Monfort
— Tutti in maschera Peri. L'Espiazione
— I Fidanzali
— Rienzi
Petrocini. Duchessa de la Vallière Pistilli. Rodolfo da Brienza Platania. Matilde Bentivoglio Poniatotvski. Bonifazio de'Geremci
— Pietro de' Medici Ricci F. Estella
— Il Marito e l'Amante Ricci (fratelli). Crispino eia Comare Ricci L. Il Diavolo a quattro
Rossi Lauro. Il Domino nero
— La Figlia di Figaro Rossini. Roberto Bruee Sanelli. Il Fornarelto
— Gennaro Annose
— Gusmano
— Luisa Strozzi
— Piero di Vasco (il Fonìa retto)
— La Tradita Sinico. I Moschettieri Torriani. Carlo Magno. Vaccaj . Virginia Verdi. Alzira
— Aroldo
— L'Assedio di Arlem
— Un Ballo in Maschera
— La Battaglia di Legnano
— I Due Foscari
— Emani
— Gerusalemme
— Giovanna d'Arco
Verdi. Giovanna de Guzman
— Gugl. Wellingrode(SlilTelio)
— I Lombardi
— Luisa Miller
— Macbeth
— Nabucodònosor
— Orietta di Lesbo (Giovanna
d'Arco)
— Rigoletlo
— Simon Boccanegra
— Stfflelio
— La Traviala
— Il Trovatore
— I Vespri Siciliani
— Violetta (la Traviala — - Viscardello (Rigoletlo) Villanis. Giuditta di Kent
Altri libretti pubSicnti «I»l stiletto Settore.
Battista. Anna la Prie Bellini. Beatrice di Tenda
— I Capuleti
— Norma
— Il Pirata
— I Puritani e i Cavalieri
— La Sonnambula Donizetti. Anna Bolena
— Il Campanello
— Detto, con prosa
— L'Elisir d'amore
— Gemma di Vergy
— Lucia di Lammermoor
— Lucrezia Borgia
— Maria di Rohan (col Contralto)
— Idem (senza Contralto)
— Marino Faliero
— Roberto Devereux
— La Regina di Golconda Mercadante. Il Bravo
— Il Giuramento
Mercadante. La Vestale Mei/erbeer. Il Crociato in Egitto
— * Roberto il Diavolo Pacini. Sa nò' - . Ricci F. Corrado d'Allamura (co
me fu scritto per Milano Idem(com'e fu scritto per Pa rigij
— Le prigioni di Edimburgo Ricci L. I Due Sergenti
— Un'Avventura di Scaramucci; Rossini. Il Barbiere di Siviglia
— L'Italiana in Algeri La Cenerentola
— La Gazza ladra
— Matilde di Shabran
— Mosè
— Guglielmo Teli
— Otello
— Semiramide
Verdi. Il Finto Stanislao